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BRAVETTA: SEMINARIO TEOLOGICO PDF Stampa E-mail
Scritto da Alexis Kabwansongo   

Conclusione dell’anno accademico.
“ Hoy Señor, te damos gracias, por la vida, la tierra y el sol; hoy Señor queremos cantar las grandezas de tu amor”: con le parole di questo bel canto spagnolo, abbiamo iniziato la nostra celebrazione eucaristica del 24 giugno - Natività di S. Giovanni Battista -, ringraziando Dio per averci guidato lungo l’anno accademico e formativo 2004-2005.

La celebrazione è servita per dare il benvenuto alla nuova Direzione Generale presente al completo e per salutarci a vicenda prima dell’inizio delle vacanze. In particolare, abbiamo dato l’addio ai nostri tre diaconi che, dopo cinque anni di formazione a Roma, lasciano la nostra comunità per raggiungere il loro campo di apostolato a cui sono stati destinati: Marcelo in Tanzania, Godfrey in Italia e Samuel a Roraima.

Ha presieduto l’eucaristia il Padre Generale, accompagnato dei suoi Consiglieri e da p. Giacomo Rabino, superiore della comunità. Riferendosi alla vocazione di Giovanni Battista, p. Fiorentini ha accennato al senso della nostra missione: come lui, anche noi abbiamo il compito di “preparare la gente ad accogliere Cristo, il Messia”.

Di seguito, ogni Consigliere ha preso la parola, incoraggiandoci e augurando buon lavoro pastorale a coloro che, per la prima volta, partivano per la missione.
È tradizione per noi, in quest’ultimo giorno dell’anno formativo, celebrare i compleanni dei nostri confratelli, che cadono durante l’estate, tempo in cui la comunità non è al completo, e quindi abbiamo approfittato dell’occasione per fare loro gli auguri, accompagnandoli da un regaluccio. L’agape fraterna ha concluso la serata.

Festa della Consolata.
Così come avviene in tutte le comunità dei Missionari e Missionarie della Consolata sparse per il mondo, anche per noi, la festa della Consolata è stata un momento di gioia, di famiglia e di fraternità condiviso con i confratelli della Casa Generalizia, le consorelle MC, gli amici e i benefattori.
Padre Stefano Camerlengo, vice superiore generale, ha presieduto l’eucaristia, parlando brevemente della sua missione “di consolazione” in Congo, dove ha lavorato per una decina d’anni, prima come diacono e poi come sacerdote. Infine, riassumendo il senso della festa, ha invitato i partecipanti ad essere anche loro, “consolatori” dei fratelli e sorelle là dove vivono, seguendo l’esempio di Maria Consolata che ha dato al mondo suo figlio Gesù, vero consolatore.
Dopo la messa c’è stata la tradizionale lotteria dove nessuno è riuscito a vincere il premio più ambito: una bella bicicletta. Pazienza: vuol dire che andrà ad ingrossare i premi dell’anno prossimo.

Alexis Kabwansongo

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